Carro della Birra dei nani

Qui si parla solo ed esclusivamente di miniature. Si può chiedere pareri sulle varie tipologie o presentare le proprie idee sull' utilizzo delle miniature nelle proprie sessioni di gioco.

Moderatore: I 5 Cavalieri dell' Apocalisse

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Conte Giulius
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Carro della Birra dei nani

#1 Messaggioda Conte Giulius » 01/07/2018, 19:45

( spero di scrivere nella sezione giusta)

Allora, c'era una volta il magico mond di warhammer....ok..troppi ricordi crying ....

ok...cerco di riprendermi....allora....l'ambientazione di quel gioco aveva molte cose belle e peculiari, tra cui, il "carro della birra dei nani", elemento evocativissimo che è nato quasi fino dalle prime edizioni del gioco, che però non ha mai avuto delle vere e proprie regole,...però in ottava edizione probabilmente così per sport, buttarono giù quattro regole in croce per uno scenario a posta...e per me è stato più che sufficiente!

è stato quando riuscii a recuperare due pony dei nani che ho deciso di partire.

Avevo molti dubbi su cosa usare per le ruote, ma alla fine presi l'idea di un mio amico, usando le vecchie audiocassette:

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un pezzo del lego per fare da innesto dell'asta
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ho fatto un perno, bucando lo speidino e infilandoci un pezzo di stuzzicadente
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e le aste girano su degli avvolgimenti di lamierino di rame. Sono abituato a farli così così sono sicuro di averli sempre del diametro giusto a seconda dell'asta che uso:
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volevo che lo sterzo girasse veramente, cosa che non può accadere in alcuna delle miniature gw che rappresenta carri a quattro ruote, ma avrei dovuto trovare delle ruote più piccole per fare l'asse anteriore...così il carro è piuttosto alto.

comunque, fatti gli assi e vista la posizione dle tiro, ho iniziato ad imbastire il corpo del carro...le vecchie ricariche del cellulare..in fin dei conti erano fatte in plasticard:

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solo le ruote posteriori sono ataccate alla basetta, quindi può essere in parte smontato...e lo sterzo può funzionare realmente:

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quindi ho iniziato a pensare alle botti e ai conduttori, per le botti, non sapevo come comprarmene e così decisi di costruirmele, mentre per i conduttori, pensai ad un nano (ovviamente) ed ad un umano che facesse la guardia,

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il tutto aveva un aspetto davvero caotico e raffazzonato, più da orko, che non da nano...e così ho iniziato a rifinire tutto:

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a vari passaggi, aggiungendo decori e sistemando i conducenti:

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fino ad arrivare al carro finito:

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che è pensato per poter essere intruppato in un reggimento ( in questo caso mercenario) che lo difenda:

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Re: Carro della Birra dei nani

#2 Messaggioda Elragno » 02/07/2018, 12:57

Le ruote delle vecchie cassette e i pezzi di sprue per fare la base sono il top. Le botti le avrei texturizzate di più.
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Re: Carro della Birra dei nani

#3 Messaggioda Conte Giulius » 02/07/2018, 16:35

Elragno ha scritto:Le ruote delle vecchie cassette e i pezzi di sprue per fare la base sono il top. Le botti le avrei texturizzate di più.


eh lo so, me ne sono reso conto solo a lavoro finito...perchè ho fatto fatica a farle:

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e poi tanti passaggi per correggere:

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alla fine ho pensato che la textur delle venature per le assi non servisse essendo di per se particolari piccolissimi
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Re: Carro della Birra dei nani

#4 Messaggioda Zombi Vegetariano » 07/07/2018, 18:37

Bel lavoro di modifica e creatività! Ma alla fine l'hai dipinto?
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Re: Carro della Birra dei nani

#5 Messaggioda Nedo » 07/07/2018, 18:55

Davvero bellino....amo queste modifiche.
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Re: Carro della Birra dei nani

#6 Messaggioda Conte Giulius » 08/07/2018, 3:29

Zombi Vegetariano ha scritto:Bel lavoro di modifica e creatività! Ma alla fine l'hai dipinto?


Bhè, è qui, ma prima il suo BG:
Spoiler: show
]"L'Avventura del Carro della Birra"

Fundin, come molti altri nani di Karak Norn, amava viaggiare. E’ per questo che amava molto il suo mestiere: infatti faceva il “carrettiere”; e con il suo carro, trainato da i potenti pony Dogli e Bogli, faceva la spola anche da terre distanti per portare merci e materiale alla fortezza.

Tra tutte le varie Karak naniche, Karak Norn , situata nella porzione più meridionale della catena dei Monti Grigi, vicino alla congiunzione con le Volte, era considerata la “più povera”.
A differenza dei filoni auriferi di cui la catena è ricca nella sua metà, verso meridione i filoni di metalli si impoveriscono, facendo mancare alla fortezza l’opulenza delle altre consorelle.
Nonostante però possa sembrare non troppo ricca, soprattutto nei confronti delle Karak delle ere passate, in questo momento di tribolazioni rappresenta comunque un’ isola di rocciosi nani determinati a resistere a qualsiasi avversità.

A causa di questa sua “marginalità” e isolamento rispetto alle altre metropoli naniche, i giovani nani che la abitano tendono a viaggiare per conoscere il mondo, e soprattutto conoscere le altre Karak più famose e potenti dove imparare gli arcani segreti dell’ingegneria e dell’artigianato, per poi riportare il bagaglio culturale a casa.
Per il medesimo motivo, questa fortezza tende a commerciare molto di più con le altre razze circostanti rispetto alla sorelle, per procurarsi materiale e merci che le altre Karak semplicemente auto producono, o necessitano in minor maniera.
In cambio i anni vendono i loro prodotti lavorati, compensando alla carenza di materie prime con l’artigianato e l’ingegneria di qualità nanica, cioè molto elevata agli occhi delle altre razze.

Fundin era riuscito ad unire perfettamente il suo piacere con il proprio mestiere. Trasportare merci per la propria fortezza gli permetteva di viaggiare per molti luoghi interessanti e meravigliosi; il porto nanico di Bark Var, Karaz-A-Karak, l’Impero, Tilea, la città scolpita nella pietra di Parravon, e molti altri. Non di meno, data la fondamentale importanza dei rifornimenti, fare il carrettiere a Karak Norn, a differenza di molte altre razze, e delle stese altre fortezze naniche, era un’occupazione di alto prestigio e fondamentale, riservata solo a coloro che si dimostravano prima di tutto abili guerrieri, e capaci di cavarsela in qualsiasi situazione. Inoltre chi trasportava la merce aveva di diritto la possibilità di fare dei propri traffici personali, che a lungo andare facevano mettere da parte ei nani più avveduti considerevoli somme.

La zona meridionale dei Monti Grigi è notoriamente infestata da pelle-verde, non-morti, uomini bestia (che stanno ovunque), e i maledetti elfi silvani. Se questo non bastasse le rotte carovaniere, già di base pericolose, lo sono maggiormente quando passano per il Passo della Fiamma Nera e si inoltrano nel nord delle Malelande per raggiungere il porto di Barak Var, o dall’altra parte del Golfo Nero, negli anarchici Principati di Confine.

Fundin, come molti altri nani, iniziò tra i ranger della fortezza; doveva controllare e tenere libere le zone attorno a Karak Norn. In questa veste si ritrovò a combattere molti scontri. Battaglie grandi e piccole, con il sottobosco di nemici (e con il sottobosco steso) che circondavano e circondano la fortezza.
Con il passare dei decenni e il crescere della barba divenne un guerriero veterano, forgiato da centinaia di scontri, alla fine gli venne dato l’incarico di guidare un carro; un incarico che non poté che riempirlo di gioia!
Come guerriero egli avrebbe dovuto rimanere a difendere la propri Karak, mettendo in questo modo da parte la sua voglia di viaggiare.
Con la possibilità di guidare un carro finalmente ebbe la possibilità di realizzare i propri desideri.

Un carro nanico, non è come si potrebbe pensare, un semplice mezzo per trasportare “cose”.
Vista la sua importanza, un carro nanico è una piccola fortezza su ruote. Solido e rinforzato può resistere alle più dure sollecitazioni del terreno. Le ruote e le sponde alte, più del corrispettivo umano, fanno si che in caso di bisogno, se accerchiati o latro, l’equipaggio possa entrare nel pianale facendosi scudo con le sponde in quercia massiccia rinforzato da fasce di acciaio temprato, come se fosse asserragliato dentro una torre.
Per i nani che disprezzano i materiali che non siano come minimo di durata millenaria, questo carro è difensivo il minimo che si aspettino dai loro elevati standard, ma per un umano, esso rasenta i formidabili carri-torri da guerra usati nelle province del nord.
I Pony nanici, piccoli animali forti e testardi come i loro padroni, sono addestrati per, una volta messisi in cammino, non fermarsi mai, fino a che ad un comando vocale convenuto, il cocchiere non gli ordini di fermarsi.
Il loro passo è così cadenzato da poterci tenere il conto di un orologio, e sono addestrati per andare ad una velocità costante che si sia su una pianura o su la maggior parte delle salite.

La maggior parte delle volte, i carri fanno parte di nutrite carovane, in questo modo un eventuale attaccante è dissuaso dall’avere a che fare con un simile dispiegamento di resistenza; ma a volte capita che il convoglio sia composto da due-tre carri o addirittura da uno solo. In questi casi il cocchiere, e la sua scorta a cassetta ( di solito un’altro nano, ma possono essere anche altri due) devono dimostrare pienamente quanto valgono, difendendo in ogni modo il carico.

E’ in questi casi ch si vede pienamente il potenziale nanico, archibugi e pistole sembrano non smettere mai di sparare continuativamente, fino a quando, se ancora in vita, il nemico riesce a salire a bordo, e allora è la voce dell’acciaio temprato a parlare.

Fundin era un cocchiere oramai veterano. Portava con se una scorta di armi senza fine, tutta adeguatamente nascosta tra le ante del carro, in modo che non potessero essere notate da eventuali aggressori, se non quando fosse tropo tardi.

Assieme a Dogli e Bogli, aveva viaggiato in lungo e in largo, e non aveva mai perso un carico.
Che fosse biondo grano dalle pianure tileane, carbone dal porto di Brak Var, o lingotti di gromril da Karaz-A-Karak.

Erano i giorni di riposo tra una spedizione e un’altra. Fundin stava seduto al Pub delle Porte, sorseggiando una saporita e fresca birra ambrata, intramezzando tra una sorsata e l’altra uno sbuffo di aromatico tabacco tileano. Stava intrattenendo compagni e amici su quello che aveva visto nel precedente viaggio; era così tanto preso dai propri racconti e dall’assaporare la birra che non si era accorto che fosse entrato un umano nella grande sala comune, e continuò quindi a raccontare.

Con l’uomo era entrato anche un nano artigiano dalla lunga barba, che arrampicandosi su una sedia, si mise in piedi sopra un tavolo e disse:

“ Compagni, questo mercante… –
e indicò un uomo vicino a lui. Solo allora Fundin si rese conto di quello che stava avvenenendo, e gettò un’occhiata all’umano.
Era per l’appunto un mercante anche se vestito in modo molto “grezzo” per i canoni in cui si vestivano i mercanti, sempre desiderosi di mostrare il loro status ovunque fossero
- …questo mercante bretoniano, che ringraziamo per aver commerciato con noi, si trova impossibilitato a trasportare la merce che ha comprato, è quindi disposto ad affittare uno dei nostri famosi carri da trasporto. Vi è qualcuno tra di voi disposto a trasportare il carico per lui?”

“dove è diretta la merce” fu la voce che si sentì provenire da uno dei nani seduto ad un tavolo.

“Bretonnia: Montfort…” rispose gentilmente il mercante, poi continuò “…per la precisione; a destinazione raggiunta oltre all’’altra metà del compenso pattuito, perché la prima metà verrà pagata ala partenza, verrà consegnato un premio aggiuntivo.”

Dopo qualche secondo di silenzio il mercante riprese “Valorosi nani, la merce necessita di un solo carro, a cui però verrà data un’adeguata scorta, quella con cui sono giunto dalle mie terre fino alla vostra dimore”

Viaggiare era la passione di Fundin, in vista non aveva altre spedizioni imminenti, e ogni occasione era buona per prendere una lauta remunerazione personale.

“meser bretoniano avrete il volstro carro” furono le parole del nano, che dopo una rapida pensata decisi di accettare.
Svolti i pagamenti alla gilda, nel giro di poco tempo il carro venne approntato.

“cosa trasportiamo messere” disse il nano al mercante bretoniano
“Archibugi mastro nano, merce assai rara nelle mie terre natali, e la vostra produzione è la migliore di tutto il vecchio mondo” rispose il mercante con un sorriso.

“eh eh eh, la nostra Karak non avrà riche miniere, ma i nostri artigiani non sono secondi a nessuno!”
Detto questo si incamminarono al carro che era stato caricato.

Quando il nano vide il carico, aggrottò le ciglia e si rivolse al mercante in modo dubbioso, e con una punta di rabbia, per l’impressione di essere stato preso in giro:

“mi avevate detto dovessi trasportare armi, non birra! Mi prendete in giro?”

Sul pianale infatti, svettava un’enorme barile di birra nanica ben fissato con corde e catene.

“Mastro nano, io non prendo mai in giro le persone con cui commercio! Nonostante le apparenze quel barile contiene i vostri preziosi archibugi! ...è un modo, diciamo, per assicurarsi che alla dogana di Montfort non vengano fatte troppe domande e il carico proceda spedito”.

“Contrabbando?” chiese il nano sospettoso.

“No, non vi sono leggi che vietino l’uso delle armi a polvere nera in Bretonnia mastro nano. Ma ai nobili comunque non piace vedere in giro servi della gleba armati con simili cose. Fanno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote, e in questo caso potremmo dire che la cosa sia letterale…- il mercante fece un sorriso - …ma un povero mercante sarà pur libero di commerciare in cose perfettamente legali anche se antipatiche ai nobili, no?”

Mettendola sul piano del “giusto guadagno” il mercante era riuscito a far accettare pienamente la cosa al nano, che quindi si mise a cassetta mentre le porte della fortezza si aprirono.
Fundin fece un preciso fischio modulato e Dogly e Bogly si misero a tirare.
Con uno scossone il carro si mise a muovere, seguito dal mercante.

Al di fuori delle porte di Karak Norn Fundin era aspettato dalla sua “scorta”.

“non vi sembra esagerata come scorta?” disse il nano al mercante lì vicino.

Davanti a sé era disposto quello che sembrava un reggimento imperiale tra picchieri spadacini e archibugieri.

“ Una parte è la scorta; il resto è una delle pattuglie dei confini sud-orientali del regno. Ripuliscono la frontiera da uomini bestia e goblin. E’ da poco che hanno iniziato a fare lunghe spedizioni.
Erano diretti a sud, ed io ero diretto a sud, l’accordo è stato naturale.”

Mentre il mercante diceva questo, dei soldati si avvicinarono al carro, uno era un uomo robusto ed alto, ricoperto dall’armatura. Sembrava nel pieno degli anni nonostante le molte cicatrici sul volto. L’altro era più smilzo e giovane, avrà avuto sui vent’anni, biondo, e stracarico di sacche.

“Bene messer mercante, come da accordi ecco il mio uomo” disse il soldato più maturo “Ci dirigeremo verso sud-est alla birreria di Bugman, lì ci separeremo, un quarto degli uomini rimarrà con il carro e scenderà il fiume, gli altri torneranno in pattuglia.”

“Bene, come da accordi” rispose il mercante

“Come da accordi” disse il nano annuendo.

“Bene, ragazzo…” disse il soldato veterano “…monta e partiamo”.

Il giovane soldato si apprestò a montare a casetta a fianco del nano, quando Fundin rapidamente gli mise di traverso il frustino e lo bloccò.

“cosa hai intenzione di fare bambino?”

“Questa è la tua guardia del corpo mastro nano…” rispose il soldato in armatura, “… il mio tiratore migliore”

“E’ un’ulteriore assicurazione per il carico” aggiunse il mercante

“solo io decido chi può salire sul mio carro! e non farò certo salire un moccioso imberbe neppure capace di reggere un’ascia!”

“hai ragione mastro nano…” disse l’uomo in armatura, che era il capitano dei soldati, “…Vingentio è magrolino, e smilzo; ti assicuro che una spada la sa usare, ma in effetti un’ascia sarebbe troppo pesante per lui… ma non fa parte della mia Compagnia perché combatta con una spada”

Il capitano prese un sasso dal terreno “Vingentio!” Esclamò, e dopo aver caricato il braccio lanciò il sasso in un’ampia parabola.

Senza lasciar correre un ulteriore istante Vingentio, brandì il suo moschetto, in un nanosecondo caricò il cane, prese la mira e sparò.

25 metri più distante, a mezz’aria il sasso esplose in mille pezzi lasciando una nuvoletta di polvere sospesa in aria nel punto in cui era stato colpito.

“Tira troppo corto capitano” disse il giovane soldato con un sorriso. Il capitano gli rispose con uno scappellotto a velocità warp, e quindi si rivolse al nano

“Va bene come dimostrazione?”
“Sali ragazzo…” rispose il nano accigliato “ …sei troppo mingherlino per affrontare il viaggio a piedi”.

Vingentio non se lo fece ripetere, raccolse le sue cose e si mise a cassetta sorridente. Pur essendo lui capacissimo di marciare con i compagni, fare il viaggio comodamente seduto era un privilegio più che ben accetto!

Così il carro e lì imponente scorta partirono.
Dopo un paio di taciturni giorni, seguendo la via carovaniera nanica, il gruppo giunse senza problemi alla rinomata e famosa birreria Bugman.
Qui il gruppo sostò per due giorni, i soldati raramente avevano possibilità di ristorarsi in un posto così paradisiaco per dei vecchi soldatacci assetati!

Alla birreria il mercante fece unì’altro acquisto, e sul carro venne messo un secondo gigantesco barile questa volta davvero pieno di birra; tra le migliori del famoso mastro birraio.
Fundin non fece domande, era più che logico che un mercante bretoniano approfittasse della situazione per comprare della birra fatta bene. La disgustosità della birra prodotta in Bretonnia era famigerata. Era un racconto comune quello di un nano a cui per ringraziamento era stata offerta della birra da parte di alcuni bretoniani che aveva salvato…..e solo l’onore che lo aveva spinto a salvarli precedentemente gli aveva impedito di ammazzarli seduta stante. I bretoniani con quel gesto lo avevano profondamente offeso; si dice che poi quel nano abbia scelto la via degli sventratori.

Il mercante quindi partì su una barca, lungo il fiume subito dopo aver comprato la botte:
“Altri affari che devo sbrigare e non posso perdere altro tempo! Ci ritroveremo a Montfort, che Shallia vi protegga!” furono le sue parole di commiato.

“Un mercante che non segue il proprio investimento…sono proprio strani questi bretoniani” pensò il nano.

All’alba del terzo giorno fu pronta la chiatta adeguata al trasporto del carro carico e dei pony; a quella venne collegata una seconda, carica dei soldati di scorta; e sempre in mattinata le chiatte partirono seguendo la corrente del fiume Sol.
Il viaggio fino a Nuln sarebbe durato a lungo, ma sempre meno di quello via terra.

Fino ad allora Vingentio aveva passato il tempo parlando con i commilitoni che accompagnavano il carro, ma adesso si ritrovava assieme al taciturno nano sulla chiatta riservata al carico, separato dal resto della truppa. La situazione per il giovane soldato era appena sopportabile.
Ogni tanto cercava di attaccare bottone con il nano, domandandogli quanti anni avesse o quanto avesse viaggiato, o come fosse la vita in una fortezza nanica. Ma le risposte più lunghe che dava il nano consistevano in grugniti di insofferenza o nel caso delle più educate, in laconici “No”.
Il nano quindi si limitava a girarsi e a continuare a emettere odorose e dense nuvole di fumo dalla sua pipa.
Fu con nemmeno troppo stupore che Vingentio riscontrò che Dogli e Bogli, i due pony, erano una compagnia molto più loquace del nano, e sicuramente riconoscente per le carote “prese” alla birreria che il giovane soldato ogni tanto gli dava.
Oltre alla naturale scorbuticità causata dal dover avere come guardia al carico un ragazzino, il nano era reso ulteriormente più teso dal trasporto sulla chiatta. I nani sono creature di terra, anzi, di roccia per eccellenza; nonostante Fundin capisse l’utilità delle vie fluviali, stare su una chiatta di lego in balia della corrente di un fiume non era esattamente nelle sue corde.

Nonostante questi momenti di obbligato silenzio, comunque il viaggio procedeva bene. Fino a quando, circa a metà strada, le chiatte non vennero attaccate da dei pirati!

Goblin su piccole e veloci barchette! Ecco il genere di pirati di fiume che infestavano quella zona.
D’un tratto apparvero ed iniziarono a tirare frecce senza sosta. Questi “piccoli e odiosi pirati verdi”, a differenza dei cugini più grossi, non erano intenzionati alla battaglia, ma al carico dei convogli che solcavano il fiume. Per questo si erano specializzati nel far arenare le chiatte che gli interessavano combattendo il meno possibile.

Mentre gli arcieri saettavano frecce per non dare al bersaglio il tempo di rispondere, un gruppo di loro, galleggiando appena sotto l’acqua, si dirigeva verso le corde che tenevano legate le chiatte, e le tagliava. Mentre lo facevano a loro volta legavano un’altra corda che poi veniva tirata dai goblin nelle barchette per far arenare la chiatta.

Questa volta i goblin però non avevano fatto i conti con il volume di fuoco avversario. I soldati sulle zatterone infatti non tardarono di rispondere alle frecce con un rapido e numeroso tiro di archibugi.

Soprattutto non si aspettavano che lo steso loro obiettivo si dimostrasse così ostico.
Fundin appena annusata la presenza dei goblin subito imbracciò il proprio archibugio e iniziò a sparare. Dall’alto della cassetta del carro aveva una piena visuale dei propri bersagli. Fu con stupore che però il nano si rese conto del volume di fuoco che stava generando il suo giovane compagno di viaggio.

La sacche che aveva portato con lui erano piene di armi da fuoco, ogni mattina il ragazzo controllava che fossero cariche e che non avessero preso umidità, e adesso stava mostrando tutta la loro potenza.

A due a due scaricava continue salve di pistole, e ogni tanto per intervallare prendeva il moschetto con cui si divertiva a fare colpi più precisi ed eclatanti, come fare esplodere la testa di uno dei timonieri delle barchette goblin.

Il nano non disse nulla, ma il suo sguardo metteva ben in evidenza la piacevole scoperta delle abilità di Vingentio.
Quel volume di fuoco però non fece che deviare l’attenzione degli arcieri goblin, dai soldati al carico, e le frecce iniziarono a scoccare anche contro il carro.
Il nano veterano, vedendo l’interesse dei goblin per dargli il riposo eterno, decise di cambiare postazione di tiro, e velocemente saltò dalla cassetta nel pianale del carro protetto dalle sponde e dalla mole delle botti.

Vingentio invece stava ancora in piedi a sparare, non curante delle frecce.
Inizialmente pensò che i goblin si fossero messi a tirare grossi sassi, quando sentì una pesante pressione sulla spalla, ma poi realizzò fosse la ferrea presa del nano, che letteralmente lo trascinava dentro il carro.

“ti devi proteggere ragazzo! O tutto i proiettili che vomiterai non ti potranno salvare! Basta sempre e solo una freccia per mandarti all’altro mondo, e quelle cose hanno rimandato nelle aule di Valaya nani più forti e grandi di me!”

Approfittando della temporanea diminuzione del fuoco difensivo un gruppetto di goblin riuscì finalmente ad arrivare ai cavi delle che univano gli zatteroni, e in un ultimo sforzo prima di venire impalato da una picca, un pelle-verde riuscì a tagliare la cima, e le due zatterone iniziarono a dividersi!
Il goblin però non era riuscito a legare la propria fune alla zattera e quindi essa si ritrovò in completa balia della corrente.

In quel punto del fiume, il fondale faceva in modo si creassero diverse correnti, e non avendo più l’altra zattera a dargli la direzione, la zattera del carro prese una corrente diversa da quella dei soldati, e con sgomento Vingentio osservò i compagni allontanarsi lungo il fiume, mentre loro si ritrovarono a ballare tra delle piccole rapide, che li portarono ad arenarsi sulla riva sassosa.

Nel giro di pochi minuti il carro della birra e i suoi difensori si ritrovarono da soli con i goblin che presto sarebbero venuti a prenderli.

“Non mi sono mai fidato dell’acqua ragazzo, l’acqua consuma le montagne! Non ci si può aspettare nulla di positivo da essa! Avanti adesso, a terrà! ; è li che un nano deve affrontare i nemici, con i piedi ben piantati a terra!”

In men che non si dica, Fundin smontò dal carro, andò a prendere i pony, che non avevano subito danni dalle frecce, protetti dalla massa del carro e con consumata facilità li aggiogò al carro.
Fatte scorrere fuori dalla chiatta tutte le assi da carico con un fischio il nano fece trotterellare in avanti i pony verso la riva, dove con un grande sforzi, portarono il carro sulla terraferma.
Appena fatto Fundin ridiscese, staccò i pony e li legò in modo che fossero protetti.

“Bene ragazzo, adesso noi qui li aspetteremo e qui li annienteremo! Nessun carico casca in mano ai pelle-verde quando c’è Fundin a fargli la guardia!”

Vingentio con uno sguardo non troppo fiducioso annuì, e si mise freneticamente a ricaricare pistole e moschetti, con una velocità imparata con il duro allenamento, e si mise a portata di mano l’ultima delle sue sacche, la più pesante di tutte.

Dopo un periodo di tempo che sembrò un’infinità i goblin arrivarono.
Sapendo che il bottino era ben difeso, come in precedenza, protessero la loro avanzata lanciando frecce, ma ancora una volta le sponde e il carico del carro difesero il nano e l’umano; fermi ad aspettare che il nemico si avvicinasse.
I golblin pensarono di aver una buona volta eliminato il problema, e iniziarono ad avanzare allo scoperto.

Ad un cenno convenuto, però nano e umano si alzarono in piedi brandendo le loro armi da fuoco e scatenarono una pioggia di proiettili da fare invidia alle migliori unità di archibugieri imperiali.
Fundin prima scaricò il suo archibugio, quindi mise mano alle pistole, e due alla volta le scaricò sui pelle-verde, Vingentio dal canto suo, come prima si mise a sparare con tutto quello che aveva precedentemente ricaricato.

L’ondata dei pelle-verde vacillò, indietreggiò, ma alla fine i proiettili finirono, e i goblin tornarono alla carica. Non vi fu il tempo di ricaricare, il nano non si mise neppure a tentare di farlo, ma anzi, mollò le armi da fuoco e con consumata velocità si fece trovare con ascia e scudo in mano quando i primi goblin provarono a raggiungere le sponde del carro.

Con estrema velocità e precisione il nano troncava rapaci mani e avambracci che cercavano di fare presa sul carro, e quando una testa sbucava, presto un fiotto di sangue la faceva saltare per aria.
Anche Vingentio dovette estrarre la propria spada, e con mercenaria abilità feriva e menomava tutti coloro che provavano a salire.

Seppure sfoltiti dal fuoco e dalle lame però i goblin erano ancora molti per soli due difensori; e presi da un impeto improvviso riuscirono in un ultimo balzo ed entrarono nel carro.

Fundin era soverchiato, solo l’innata capacità nanica nel fare del proprio corpo una fortezza riuscì a tenere i pelle verde ancora a bada, ma non ci sarebbe riuscito per molto; Vingentio venne sbattuto violentemente a terra, ma il nano deviava l’attenzione del maggior numero degli assaltatori, e con un ultimo sforzo Vingentio si liberò del proprio assaltatore con un calcio sul naso adunco, arrivò a prendere la sacca che aveva messo a fianco a sé, estrasse e sparò.

Per quanto disprezzata dai nani, la tecnologia imperiale è di tutto rispetto, forse non si fidano a pieno di tale tecnologia o forse non hanno capito pienamente la potenza di un archibugio a ripetizione; se poi sono due quello che fa non può che essere descritto come un massacro.

Vingentio spianò l’arma senza quasi vedere dove tirava, i goblin che avevano soverchiato il nano volarono via crivellati mentre la nube di fumo acre si alzava.

Fundin non si fece trovare impreparato, e appena possibile balzò in piedi eliminando i goblin frastornati rimasti, e quando si riaffacciò alle sponde del carro ansimate per la fatica davanti a lui poté vedere solo un paio di goblin sopravvissuti che si davano alla fuga.
Il nano si girò verso il ragazzo; Vingentio era disteso esausto sul pianale con la schiena in parte appoggiata ad una botte, l’arma a molte canne ancora fumante in mano.

Fundin gli tese una mano e lo fece rialzare.
“bravo ragazzo! Hai sparato come se fossi un cannone organo! Averti come compagno di viaggio è stata una buona scelta”.

Lasciato che il ragazzo riprendesse fiato seduto cassetta, mentre iniziava a ricaricare le armi, l’instancabile nano ridiscese, riaggiogò i pony al carro e dopo il fischio presto furono in movimento lungo le rive del fiume Sol, verso nord.

“dobbiamo cercare di muoverci il più a lungo e velocemente possibile se volgiamo evitare il maggior numero di pericoli” bofonchiò il nano con la pipa tra i denti.

Fu così che iniziò il viaggio “fuori programma” del carro e dei suoi occupanti, nella speranza che procedendo verso nord sarebbero incappati in qualche “amico”.

La riva occidentale del fiume dava direttamente sui monti grigi, la terra brulla di quelle pendici non permetteva che crescesse una fitta vegetazione, riuscirono facilmente a trovare la vecchia via sud che costeggiava i pendii dei Monti Grigi, quindi il carro procedette spedito al passo degli instancabili pony.

Vingentio era vigile, osservava con attenzione l’orizzonte attorno al carro e aveva il dito sempre pronto sul grilletto, ma al contrario di quello che si sarebbe potuto pensare, non era né ansioso né agitato.

Per un nano era naturale mantenere la calma in simili momenti, sentimenti come “paura”, “ansia”, o “incertezza” non avevano neppure un nome nella lingua nanica, ma certo se li sarebbe aspettati da chiunque altro non fosse stato nano..

A Fundin non sfuggì il comportamento di Vingentio; il ragazzo era già molto aumentato nella considerazione che aveva di lui il nano, ma certo la situazione non era comunque delle migliori; il nano era incuriosito del passato di Vingentio.

Fundin mise i pony al passo cadenzato, agganciò le briglie (non vi era bisogno che continuasse a tenerle, i pony sapevano già cosa fare) si accese la pipa e si versò nel boccale la birra delle botticelle che si portava sempre in viaggio.

“Ti chiami Vingentio giusto?” sbottò il nano all’imporvviso rivolgendosi al compagno di viaggio

Vingentio rimase sinceramente stupito, era la prima volta che il nano si rivolgeva a lui non chiamandolo “ragazzo”.
“si mastro Fundin” rispose il soldato

Poi il nano continuò:
“non è un nome bretoniano, e neppure imperiale…direi tileano…vieni da lì?”

“si mastro nano” fu ancora la risposta del giovane.

Il nano corrugò un sopracciglio, sbuffo un'altra nuvoletta di fumo e domandò di nuovo
“e cosa ci fa un tileano che spara come un nano con armi imperiali a lavorare per un mercante bretoniano?”

Vingentio non poté non sorridere alla domanda,

“ho bhè in breve è esattamente come avete detto, un tileano ben addestrato assoldato da un mercante bretoniano…..in breve appunto….sennò è una storia un poco lunga, mastro Fundin”

“Dammi del tu ragazzo!, adesso siamo veri compagni di viaggio, e il viaggio sembra che sia ben lungo, e a me piacciono le storie, sia raccontare le mie che ascoltare quelle altrui….” Il anno fece una pausa per bere una sorsata dal suo boccale; voltandosi verso il giovane con la punta della pipa indicò la sua botticella di birra “…ne vuoi?”

“no, grazie, non ho la resistenza di voi nani, e la mia vista è la mia arma migliore…quando saremo in salvo sì, e anche tanta!”

“non ahi torto..” riprese una sorsata “comunque dicevo, sei giovane, ma di cose devi averne viste, e non ho mai visto un mercante bretoniano andare in giro con una scorta più costosa delle merci che porta…ti ho detto il viaggio è lungo: racconta”

“allora…sì sono tileano, di Luccini, ma oramai della mia casa porto solo il ricordo,….” Fu così che Vingentio parlò di come appena quattordicenne, prese l’occasione che gli si presentava al volo e si arruolò nell’oramai estinta Compagnia Fortunata.
Era una compagnia mercenaria che si stava imbarcando per l’Estalia, e per la guerra che di lì a poco sarebbe esplosa in quelle terre; parlò di come, con il tempo, da “paggetto” dei veterani abbia imparato, come dicevano in tilea, il “Mestiere delle Armi”, e soprattutto a sparare, e di come grazie a quello che imparò sia riuscito a sopravvivere. Infine raccontò di come venne scaraventato con i superstiti della compagnia in Bretonnia e come siano tornati alla vita dopo il più buio e orrido momento della loro esistenza, e del loro finale “particolare” ingaggio.

“…Noi non siamo più mercenari come un tempo, dobbiamo molto al Conte. La nostra compagnia non ha mai stralciato un patto, per questo noi guardiamo e difendiamo i confini senza sosta, ma lo facciamo a “modo nostro”. Vedi Fundin, se delle compagnie militari provenienti da altri paesi vanno su e giù e di qua e di là dal confine, come minimo esse verranno attaccate dal’esercito di uno dei paesi…se non da entrambi; ma se invece si tratta di “grandi scorte armate” che fanno la guardia a preziose merci che vanno su è giù per i confini di un paese, bhè nessuno ha a che ridire…e si sa che i mercanti bretoniani tengono alle proprie merci!”


Dopo il racconto di Vingentio, la stima del nano per il ragazzo era aumentata, Fundin si trovava con un giovane veterano di decine di battaglie quasi al suo pari!

Con il trascorrere del tempo giunse al sera, e si prepararono a trascorrere la notte.
Quella non sarebbe stata l’unica notte di quel viaggio da soli, quando si svegliarono l’indomani sapevano che avrebbero dovuto percorrere molte miglia ancora verso nord. Il viaggio in fiume era un conto, ma via terra era tutt’altra cosa.
Così continuarono ad andare avanti. Lungo la vecchia carovaniera. Un carrettiere nanico che si rispetti è sempre preparato a simili evenienze, e quindi i viveri non mancavano.

La sera del terzo giorno di viaggio posero il campo per la notte all’ombra dei Monti Grigi; mentre il sole tramontava, faceva risaltare la nera sagoma delle alte montagne; tra le varie forme, ben visibile, su un picco isoalto, svettante e aguzza, si stagliava nitida la forma di una arcigna fortezza

“Rocca Sangue” disse il nano e sputò per terra “Vingentio questa notte sarà lunga”

“lo so Fundin…lo so”

Quando le tenebre calarono sapevano che nessuno dei due avrebbe dormito quella notte.
Accesero il fuoco mantenendolo ben vivo, caricarono tutte le armi, e si prepararono a fare la veglia con tutti i sensi all’erta.

Qualche ora dopo il tramonto sentirono quello che non avrebbero voluto sentire, ma che purtroppo si aspettavano. Distante, nell’oscurità, tra i cespugli il rumore di qualcosa che si avvicinava, non il conosciuto rumore degli animali solitari, ma qualcosa di più numeroso…e su due gambe.

Ad un certo punto il rumore smise, la tensione era palpabile, poteva essere l’imboscata dei soliti briganti, come qualcosa di molto peggio….ma Vingentio doveva provare l’ultima delle speranze, perché una possibilità di scamparla c’era…ci doveva essere.

Prese un respiro profondo ed urlò:
“Alt! Chi va là: parola d’ordine!”

Seguirono pochi secondi di totale silenzio e tensione poi la risposta

“Fortunati nella Sfortuna!”

La compagnia dei Fortunati Saltapozze era venuta a recuperare il carico perduto!


e adesso eccolo dipinto : Beer :

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Re: Carro della Birra dei nani

#7 Messaggioda SoSaAx » 08/07/2018, 21:25

Complimenti, dal nulla hai creato una piccola opera d'arte.
Veramente molto bello ma anche simpatico, a volte i nani sono così caricaturali che fanno sorridere.
Ottimo lavoro.
Il momento è giunto!
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Re: Carro della Birra dei nani

#8 Messaggioda Nedo » 09/07/2018, 20:47

Davvero un'ottimo lavoro.....complimenti.
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Re: Carro della Birra dei nani

#9 Messaggioda Conte Giulius » 11/07/2018, 0:23

è da un pezzo che sto pensando, a fare un secondo carro, un carro porta tesoro per la cassa reggimentale dei mercenari
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pierformance
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Re: Carro della Birra dei nani

#10 Messaggioda pierformance » 14/07/2018, 15:49

Mi hai lasciato di stucco per la creatività dei materiali e la capacità di estrarre dal nulla e dal riciclo qualcosa di bellissimo.

Bravissimo, al tuo posto farei tutorial su youtube a monetizzerei !

;-)



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Re: Carro della Birra dei nani

#11 Messaggioda Conte Giulius » 17/07/2018, 3:54

pierformance ha scritto:Mi hai lasciato di stucco per la creatività dei materiali e la capacità di estrarre dal nulla e dal riciclo qualcosa di bellissimo.

Bravissimo, al tuo posto farei tutorial su youtube a monetizzerei !

;-)



Grazie, ma sei davvero troppo buono, ma il carro è stato il risultato di una serie di correzioni, in corso d'opera, non ho una precisione da farmi mettere a fare video ( che per altro non so fare).

ma grazie ancora, e sono felice che piaccia!
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Re: Carro della Birra dei nani

#12 Messaggioda Dreamworld » 17/07/2018, 15:24

Davvero molto bello! L'idea delle ruote, poi, è geniale! Complimenti!
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Re: Carro della Birra dei nani

#13 Messaggioda Conte Giulius » 18/07/2018, 11:43

Dreamworld ha scritto:Davvero molto bello! L'idea delle ruote, poi, è geniale! Complimenti!


ecco, vorrei sottolineare che l'idea delle ruote me la diede un mio amico; stavamo cercando un modo per ricavare dal modello di cannone warpietra/catapulta skaven, entrambi i modelli,io trovai il modo di come creare un affusto nuovo per il cannone, e lui ebbe l'idea di da che cosa ricavare le ruote.
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Re: Carro della Birra dei nani

#14 Messaggioda Capochino » 24/07/2018, 11:25

Ottimo utilizzo della rumenta, il pezzo mi piace molto.
Se devo dare un’opinione, siamo qui anche per le critiche costruttive, il tutto mi pare leggermente sovradimensionato e per le botti avrei preso quelle del modellismo navale e le avrei arricchite.
Per il resto creatività ed ingegno 10 e lode.
Bravissimo : Thumbup :

Ps: per la cronaca, io non riuscirei nemmeno ad avvicinarmi a questi livelli perciò quel che dico lo dico con l’occhio di un osservatore e non di un esperto. ;)
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Re: Carro della Birra dei nani

#15 Messaggioda Conte Giulius » 25/07/2018, 3:31

Capochino ha scritto:Ottimo utilizzo della rumenta, il pezzo mi piace molto.
Se devo dare un’opinione, siamo qui anche per le critiche costruttive, il tutto mi pare leggermente sovradimensionato e per le botti avrei preso quelle del modellismo navale e le avrei arricchite.
Per il resto creatività ed ingegno 10 e lode.
Bravissimo : Thumbup :

Ps: per la cronaca, io non riuscirei nemmeno ad avvicinarmi a questi livelli perciò quel che dico lo dico con l’occhio di un osservatore e non di un esperto. ;)


bhè, ci mancherebbe! : Thumbup :

per la sovradimensione del carro, più che la larghezza, è l'altezza.

ho usato 4 ruote uguali, voelndo però mantenere credibile il fatto che potesse sterzare ( e può sterzare) ho dovuto fare il pianale più alto delle 4 ruote, perchè così l'asse anteriore può ruotare sotto al pianale.

solo verso la fine dei lavori mi sono accorto di quanto massiccio stesse venendo, sopratutto in confronto con i pony ( che però sono naninci e quindi fortissimissimi! : Flexion : )

E' però un errore che vorrei provare a risolvere con il prossimo carro ( se lo faccio), mi sono infatti procurato ruote di dimensioni diverse, così le ruote più piccole dell'asse anteriore renderanno meglio la proporzione.

Per i barili è stato un esperimento non riuscitissimo, è che il negozio di modellismo non è esattamente sotto casa e non ero sicuro che le dimensioni ndelle botti sarebbero state giuste per lo spazio nel carro
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Re: Carro della Birra dei nani

#16 Messaggioda BigTony » 25/07/2018, 17:22

Ciao Conte davvero un bel lavoro, un po' sottotono come già detto, le botti. Se vuoi riprovare a farle prova a dare uno sguardo a questi link...

Questo tutorial è davvero semplice...
https://www.youtube.com/watch?v=P5ULCZOawG8

Mentre questo è un po' più elaborato ma sicuramente più bello...
https://www.youtube.com/watch?v=eSObTemnHyQ
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Re: Carro della Birra dei nani

#17 Messaggioda SoSaAx » 27/07/2018, 10:52

Ottimi questi due link, grazie BigTony.
Il momento è giunto!
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Re: Carro della Birra dei nani

#18 Messaggioda mistral » 28/07/2018, 12:18

Davvero una bella miniatura! La trovo molto simpatica ed originale. Mi piace molto come hai realizzato la parte del carro vero e proprio. : Thumbup :

A mio avviso le botti sovradimensionate ci stanno - si sa che II nani sono dei grandi bevitori di birra - e assieme ai piccoli pony che trainano un massiccio carro, danno a questa miniatura un carattere molto goliardico e a tema nanesco...

L'unica cosa che a mio avviso stona un po', sono le ruote. Appare troppo evidente che sono state ricavate da qualcosa di "meccanico" preso dalla rumenta... Forse avrei cercato di modificarle un po', oppure le avrei costruite in legno per renderle più credibili e in tema con il resto della struttura.


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