Parliamo di stampanti 3D?

Qui si può parlare o chiedere semplicemente consigli su tutti quei materiali e attrezzature che si usano per il modellismo scenografico. Siliconi, resine, lame a caldo, areografi, pennelli, colle, serigrafi, ecc...

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Parliamo di stampanti 3D?

#1 Messaggioda mistral » 18/04/2021, 15:07

Non ricordo se l’argomento fosse già stato trattato sul Forum, forse si… ma comunque visto che la stampa 3D si sta diffondendo sempre di più, complice soprattutto il prezzo delle stampanti che è diventato sempre più abbordabile e alla portata di tutti, mi piacerebbe raccogliere in una discussione un po’ di informazioni riguardo all’argomento. Mi rendo conto che l’argomento è molto vasto e complesso, ma da qualche parte bisogna pur cominciare, ed io ho praticamente cominciato acquistando una stampante 3D a resina, la Anycubic Photon Mono 2K

Dunque, diciamo che il primo dubbio che ho dovuto affrontare è stato quello di scegliere quale tipo di stampante acquistare: ossia a resina o filamento. Come sapete le stampanti 3D si dividono in queste due categorie che hanno un principio di lavorazione completamente diverso tra una e l’altra… dopo aver raccolto informazioni dai vari video e tutorial che sono riuscito a trovare, ho optato per una stampante a resina, in quanto ha una definizione molto maggiore e quindi una precisione migliore nei dettagli anche molto piccoli. Inoltre, le stampanti a resina, non presentano quel fastidioso difetto di un leggero segno tra uno strato e l’altro, che è un po’ il punto debole delle stampanti a filamento…
Di contro le stampanti a resina hanno un costo maggiore rispetto a quelle a filamento, sia nell’acquisto ma anche nella stampa, visto che la resina costa di più rispetto al PLA… e poi solitamente hanno un piano di stampa più piccolo e quindi vincoli maggiori nelle dimensioni dell’oggetto da stampare… vincolo questo che dal mio punto di vista è anche abbastanza relativo all’uso che uno fa della stampante… io l’ho comprata pensando di realizzare soprattutto i dettagli più piccoli e più complicati da realizzare a mano. Penso che uno dei vantaggi maggiori dell’avere a disposizione una stampante 3D sia quello di poter personalizzare a proprio piacimento gli accessori che ci servono per i nostri modelli… visto che a volte trovare in commercio degli accessori che si adattano all’idea che abbiamo in mente è abbastanza difficile, e per vari motivi non è neanche facile auto costruirseli…

Fin qui tutto molto bello però, per poter sfruttare al meglio tutte le possibilità offerte dall’utilizzo di una stampante 3D, bisogna anche essere in grado di produrre un disegno tridimensionale da dare in pasto alla stampante… e qui forse iniziano le prime difficoltà, perché riuscire a padroneggiare al meglio un software di modellazione 3D non è sempre facile. Vero che ormai esistono dei siti dove è possibile scaricare gratuitamente o a pagamento i vari file già pronti per essere stampati ma, se vogliamo sfruttare a pieno la possibilità di personalizzare al meglio i nostri progetti, non si può prescindere dall’imparare ad utilizzare un software di modellazione 3D.
Io finora ho sempre utilizzato SketchUp, perché tra i software di modellazione è quello che conosco meglio e che sto utilizzando da un po’ anche per fare i disegni dei miei lavori…
Ho scoperto recentemente che esiste una versione gratuita per uso personale anche di Fusion 360. In verità, sul sito di Autodesk, questa possibilità è abbastanza nascosta… perlomeno io l’ho scoperto solo recentemente, ero convinto esistesse solo la versione a pagamento… comunque scaricando la versione trial e facendo poi un account per uso personale e non commerciale il programma non scade più, e si può utilizzare la licenza per uso personale gratuitamente per un anno fino al rinnovo…
Fusion 360 è sicuramente un software più completo rispetto alla versione gratuita di SketchUp, e quindi sto cercando di imparare ad utilizzarlo al meglio seguendo i vari tutorial che riesco a trovare in giro per la rete…

Bene, una volta che siamo riusciti a produrre il nostro disegno tridimensionale in formato .STL, prima di andare effettivamente in stampa, serve un ultimo passaggio, ossia quello di passare il file del disegno in uno “Slicer”. Si tratta di un software che viene fornito insieme alla stampante, e in pratica non fa altro che produrre un file con tutte le impostazioni di stampa: tempi di esposizione dei vari strati, velocità di sollevamento del piano di stampa tra uno strato e l’altro ecc… ma la cosa forse più importante è che con questo software possiamo decidere l’orientamento del pezzo sul piano di stampa e soprattutto posizionare i supporti che servono per sostenere il pezzo durante la stampa… ecco, questo è stato il punto dove ho incontrato più difficolta, perché lo Slicer della Anycubic fornito insieme alla mia stampante (Photon Workshop) non ha molte opzioni preimpostate e quindi bisogna andare a fare i settaggi in manuale che per un neofita non è proprio il massimo… inoltre dalle varie recensioni che ho visto in giro pare che quello della Anycubic non sia proprio lo Slicer migliore in circolazione… quindi sono andato alla ricerca di qualcosa più adatto alle mie esigenze…
In questo momento sto utilizzando “LycheeSlicer” che tra quelli che ho usato è sicuramente quello con cui mi sono trovato meglio, in quanto ha la possibilità di orientare il pezzo e posizionare i supporti completamente in automatico, e finora le stampe che ho fatto utilizzando questo Slicer non hanno avuto problemi…
Questo è sicuramente l’argomento che mi piacerebbe approfondire di più: capire bene la funzione dei supporti e come posizionarli al meglio. Quindi mi piacerebbe sapere da chi di voi qui sul Forum possiede già una stampante 3D a resina, quale Slicer utilizzate e come vi regolate con l’orientamento del pezzo e il posizionamento dei supporti…?

Le domande da fare sarebbero molte ma per ora mi fermo qui. Magari se la discussione prosegue potremo approfondire piano piano i singoli argomenti ed eventualmente chi tra voi possiede già una stampante 3D può raccontare la sua esperienza e nel caso andare a correggere o integrare quanto già detto da me qui sopra…

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Re: Parliamo di stampanti 3D?

#2 Messaggioda Zombi Vegetariano » 18/04/2021, 21:41

Tu stai istigando allo spendaccionamento! Io non ho la stampante .... ma ora............

........ ma quand'è che compio gli anni Amore!?? : Love : : Love :

e lei:
blabla
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Re: Parliamo di stampanti 3D?

#3 Messaggioda BigTony » 18/04/2021, 22:10

Ciao Mistra questa discussione cade proprio a fagiolo in un periodo in cui l'idea di prendere una stampante 3D mi si è conficcata nella testa e non se ne va più... Al momento sono in quella fase che hai ben descritto di ricerca e informazione sul cosa, quale, come, ecc... quindi non sono ora come ora in grado di apportare granché di mio all'argomento, ma sono molto interessato a seguire gli eventuali sviluppi di questa discussione. Mi sto orientando, dopo alcuni video e su consiglio di alcune conoscenze sulla stampa in resina per gli stessi motivi che tu hai già elencato e nello specifico su una Elegoo Mars 2 Pro Mono. Dalla sua ho visto che è molto semplice la calibrazione del piatto e ha un'interfaccia semplice con una risoluzione di 2k. Al momento mi fermo qui con le mie considerazioni in attesa di prendere il coraggio a 2 mani (e il portafoglio :D ) e comprare la stampante...
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Re: Parliamo di stampanti 3D?

#4 Messaggioda h3c70r » 19/04/2021, 8:11

Sì, sì... anni fa lo proposi io questo argomento, chiedendo addirittura al Capo se fosse "lecito" smodellare con pezzi in 3D, visto che non li producevamo materialmente noi, ma - nella migliore delle ipotesi - li si disegnava e poi li si faceva "stampare".

Dal mio punto di vista, a parte tutte le differenze possibili ed immaginabili tra stampa a resina e stampa a filamento, mi sbilancio subito e - a meno che non si vogliano costruire pezzi con dettagli super particolareggiati e molto piccoli - per il ns. hobby è meglio andare con le stampanti a filamento di buon livello, quasi ottimo. Costi di produzione ridotti e possibilità di lavorare pezzi più grandi rispetto alle stampanti a resina (che hanno il pro di poter lavorare in minor tempo su un maggior numero di pezzi).

Di fatto, l'unico vero problema con la stampa a filamento sta nel disegnare dei supporti adeguati, nel caso di pezzi articolati.

Sarà che mi son preso due fregature con i KS delle stampanti a resina, che mi hanno di fatto impedito di entrare in questo mondo magico (diciamo che ti capisco, Zombi, e la vedo dura... XD )
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Re: Parliamo di stampanti 3D?

#5 Messaggioda Gibu » 19/04/2021, 11:13

Allora...
Mi accodo sperando di dare il mio contributo.

Il magico Mistral vi ha già infarinato adeguatamente quindi proseguo descrivendovi un po' la mia esperienza accodando di tanto in tanto le mie opinioni o commenti.

Io ho un Anycubic Photon, presa anni fa.
Mi sono sempre trovato bene. E' una stampante solida e ben realizzata ma ormai monta una tecnologia di stampa obsoleta.
E qui primo tip: per chi si deve approcciare alla stampa sla (a resina) consiglio senza dubbio alcuno una delle "mono" che si traduce in una diversa tipologia di display LCD, molto più longevo ed efficiente. Una stampante SLA con LCD standard, stampa tipicamente ad una velocità di 20mm/h - le mono stampano a quasi il doppio della velocità.
Quindi, "mono" senza paura.
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La risoluzione standard degli LCD a mio avviso va più che bene per il nostro hobby ma in commercio ci sono anche stampanti con monitor 4k.
Ultimamente, oltre alle varianti mono/4k stanno spuntando a prezzi umani anche stampanti con aree di stampa interessanti.

Resine: ne ho provate un po'. Il mio consiglio è la ABS-like della Elegoo, quella grigia. Il prezzo varia dai 33 ai 40 euro al litro ma tipicamente i consumi di resina non sono elevati, soprattutto se si stampano solo dettagli o piccole parti. Vi sconsiglio invece quelle lavabili in acqua, mi sono trovato assolutamente malissimo con una percentuale di stampe fallite elevatissimo (9 su 10) anche con stampe "rodate" che con resina standard vengono tranquillamente.

Apro una piccola parentesi sulla sicurezza: la resina allo stato liquido non è un toccasana, va maneggiata con cura evitando il contatto con la pelle e soprattutto, bisogna stare attenti a non contaminare alimenti o bevande (eventuale resina sulla pelle va lavata via molto molto bene). I fumi tipicamente non sono particolarmente dannosi per la maggior parte delle resine (si parla quasi sempre di irritazione se esposti ad alte concentrazioni di vapori) e molte stampanti hanno un sistema di filtraggio a carbone attivo (si, dopo un po' il carbone andrebbe sostituito) durante la stampa. Io stampo in salotto e tengo per sicurezza una finestra in microventilazione durante la stampa ma in goni caso non ho mai sentito odori molesti. In ogni caso le schede di sicurezza sono tutte disponibili in rete.
Qui allego per i curiosi la scheda di sicurezza della elegoo.
https://gzhls.at/blob/ldb/d/0/9/2/75b7bef452a254ca4c3d96ec9124dee5c8a9.pdf

Importante: non stampate in ambienti umidi e freddi. Il freddo modifica la densità della resina comportando un progressivo fallimento delle stampe più la temperatura si discosta in difetto dai 20°C circa. L'umidità contamina la resina in modo irrimediabile.

Ora, avevo scritto un papiro ma ho cancellato tutto: ho pensato che proporvi un iter d'esempio per una tipica stampa può essere più esplicativo.


Step 1
Ipotizziamo di dover stampare qualcosa..
Saltando a piè pari tutta la parte di disegno 3d che magari si può affrontare a parte con Dario o qualcuno più esperto, io tipicamente vado in rete (mi trovo bene con myminifactory, thingiverse o cults) e recupero un file (stl). I pezzi "free" spesso vanno bene se si tratta di cose semplici ma su pezzi più complessi ho evidenziato "errori di progettazione". Alla peggio ci sono artisti che possono supportarvi per i pezzi più complessi creando modelli ad hoc.
Nota a margine: attenzione alle licenze dei prodotti perchè dis tandard sono quasi sempre ad uno personale e non consentono di rivendere le stampe. Non è mai concesso a mia esperienza rivendere il file.

Alcuni artisti forniscono anche i modelli già con i supporti ma ipotizziamo di non essere così fortunati.

Ci muniamo di uno slicer.
Quello della Photon è terribile, io uso Chitubox (ma proverò presto anche quello proposto da Mistral che sono curioso) ma vi posso consigliare anche prusaslicer che ha una funzione di auto orientamento nel pezzo che spesso è molto utile per capire come orientare i pezzi per agevolare la stampa.
Ora, discorso ottimizzazione e supporti è complesso da affrontare in linguaggio "forum" e, se magari vi va, si potrebbe anche organizzare una serata via teams o via web per discuterne vis a vis con tutti gli interessati. Io vi offro la mia disponibilità nonchè limitatissima esperienza.
Poi non so se si può salvare tutto sul forum.
Sarebbe magari utile anche avere una sezione del forum dedicata al supporto su temi 3d tra utenti dove ci si può consigliare per ogni esigenza.

Andiamo avanti...
Ciò che fa lo slicer è affettare il pezzo in tante, tantissime, minuscole fettine.
Ogni volta che il piano di stampa scende e si immerge nella resina, il proiettore posto sotto la vasca, che ha fondo trasparente, irrora la resina di luce uv con l'esatto pattern della "fetta" selezionata. La resina solidificherà sul fondo della vasca esattamente come il pattern proiettato. Il piano di stampa poi risalirà trascinando con se (se tutto va bene) la parte appiccicata sul fondo della vasca per poi riscendere per ripetere il processo con la prossima "fetta".
Aggiungendo supporti e orientando il pezzo si consente o si agevola questa operazione di distaccamento; la nota generale è comunque che se ci sono parti solitarie (isole), parti "a sbalzo" e/o inclinate rispetto al piano di stampa con angoli minori di 45 gradi; queste parti vanno supportate altrimenti resteranno attaccate al fondo della vasca invece che risalire assieme al piano di stampa.
Orientando il pezzo bisogna anche cercare di limitare l'area delle singole "fette" poiché più superficie viene stampata, più forza serve per staccarla dal fondo della vasca.
Ad esempio, se avessimo da stampare una spada, sarebbe da evitare di stamparla parallelamente al piano di stampa ma piuttosto la si potrebbe inclinare a 45° per offrire una superficie di contatto per "fetta" più limitata.
Per pezzi cavi: attenzione all'effetto ventosa se il pezzo è orientato in modo tale che di venga a creare una "coppetta" rivolta verso il fondo della vasca. Vi è mai capitato di estrarre o di provare ad immergere un bicchiere di verto capovolto nel lavello pieno d'acqua. a tal riguardo gli slicer hanno di solito uno strumento che serve per praticare dei fori così da evitare i nefasti effetti che questo fenomeno crea.

Supporti: tipicamente sono di 3 tipi. leggeri, medi e forti. Io, salvo pezzi piccolissimi, uso i supporti medi che offrono una superficie di ancoraggio ed una resistenza adeguata a quasi tutte le situazioni. Il problema dei supporti è che lasciano dei segni più o meno evidenti a seconda della loro dimensione quindi i supporti forti li uso solo per modelli molto grandi o in punti non visibili. Di contro, i supporti leggeri, anche se lasciano segni molto poco evidenti, rischiano di spezzarsi se il pezzo da stampare offre una resistenza al distaccamento elevata per via delle ampie superfici (insomma: il piano di stampa risale ma la forza di adesione con il fondo della vasca è tale da rompere i supporti).
Nel lato pratico gli slicer di solito hanno una funzione di supportaggio automatico ma è meglio poi fare una verifica aggiungendo altri supporti in modo manuale.
Con chitubox io, dopo aver orientato il pezzo ad occhio o con il supporto dell'orientamento automatico del Prusaslicer (si, lo uso solo per farmi dare un'idea poi torno a lavorare su chitubox) uso il supportaggio automatico partendo dai supporti medi e parametri standard (quelli preimpostati) poi aggiungo eventualmente supporti leggeri o pesanti all'occorrenza ma la sensibilità su dove aggiungere supporti verrà pian piano, stampa dopo stampa. Chitubox mostra in rosso più o meno intenso le aree più stressate del modello durante la stampa.

Si avvia poi la funzione di slicing (come parametri per la mia photon ho tutto standard tranne per i primi layers: 60 secondi a layer * 8 layers così offro un primo strato di ancoraggio più robusto).
Si prende il file prodotto dallo slicer e lo si manda alla stampante dopo averla preventivamente ed ovviamente caricata con la resina (attenzione a non esagerare, ricordate che il piatto di stampa ci si immerge e se la resina spilla fuori dalla vasca rischiate di dover gettare la stampante.

Step 2
Niente, aspettate terpidanti qualche oretta osservando in preda all'ansia la macchina all'opera pregando che vada tutto bene

Step 3
Una volta terminato, se è andato tutto bene sarete felici, se invece vi ritrovate solo i supporti ma il pezzo principale manca, beh, maledirete la stampante, o voi stessi, o entrambi : Lol :

Dunque, ipotizziamo sia andata male, succede.

Guanti!

Vi servirà poi un colino a maglie strette ed un imbuto (io vi consiglio di prendere un imbuto e colino in inox per stampanti a resina che si trovano a 4 spicci su amazon così non dovrete più preoccuparvi di prendere colini usa e getta).
Si estrae la vasca e si rimette la resina nel barattolo (questa operazione è meglio farla se ipotizzate di non usare la stampante per più di 2giorni. Lascare la resina in vasca non è da consigliare se stampate saltuariamente insomma) filtrandola con il colino.
Se la stampa è fallita troverete sul fondo della vasca dei pezzi informi appiccicati la FEP (il foglio trasparente). Vanno staccati con una spatolina con estrema estrema estrema cura. Io applico una leggera pressione dall'esterno della vasca per inarcare in fondo prima di provare la spatola, a volte i pezzi si staccano anche così. Rimuovere i detriti è fondamentale. Se lanciate una nuova stampa con quei pezzi ancora in vasca c'è il serio rischio di rovinare l'LCD poichè il piano di stampa scenderebbe fino a schiacciarli tra se stesso e l'LCD.
Mi raccomando attenzione al FEP, è molto delicato e, anche se si può e si deve cambiare ogni tanto, bisogna stare attenti a non bucarlo altrimenti si rischia che in fase di stampa la resina fuoriesca sotto facendo indicibili disastri. Successo anche questo ma per fortuna mi sono accorto per tempo.

Poi, staccate con una spatola che i residui sul piano di stampa.
Poi si passa alla pulizia che io effettuo con alcol isporopilico (l alcol scioglie la resina liquida) e panni in microfibra e carta assorbente.
Il FEP meglio pulirlo con un panno in microfibra che con il classico scottex poichè quest ultimo rischia di graffiarlo e renderlo opaco.

se invece la vostra stampa è venuta prenderete il pezzo e lo metterete in un barattolo con alcol (qui io uso il denaturato) e glielo lasciate qualche minuto agitando delicatamente poi travaso tutto in un barattolo con acqua (non sotto il lavello! la resina liquida inquina non poco) ed, dopo averlo asciugato potete mettere tutto al sole per lasciare che la resina polimerizzi del tutto (non lasciate la resina al sole ad oltranza: su pezzi piccoli/delicati si rischia di comprometterne la struttura e rendere la resina davvero molto fragile. Oppure si può prendere una lampada/led uv (tipo fornellino per unghie) e piazzare tutto lì per qualche minuto.
Per i più facoltosi c'è anche un marchingegno che si occupa facilmente del lavaggio e indurimento della resina: vedi anycubic wash and cure ma per il volume di stampe che ho io non vale la spesa.

Credo sia tutto ma avrò di certo dimenticato qualcosa o vi avrò confuso le idee..
Quindi, se avete domande, fatele senza remore... Se posso rispondo volentieri.

Fine.

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Re: Parliamo di stampanti 3D?

#6 Messaggioda mistral » 19/04/2021, 20:43

BigTony ha scritto:Ciao Mistra questa discussione cade proprio a fagiolo in un periodo in cui l'idea di prendere una stampante 3D mi si è conficcata nella testa e non se ne va più... Al momento sono in quella fase che hai ben descritto di ricerca e informazione sul cosa, quale, come, ecc... quindi non sono ora come ora in grado di apportare granché di mio all'argomento, ma sono molto interessato a seguire gli eventuali sviluppi di questa discussione. Mi sto orientando, dopo alcuni video e su consiglio di alcune conoscenze sulla stampa in resina per gli stessi motivi che tu hai già elencato e nello specifico su una Elegoo Mars 2 Pro Mono. Dalla sua ho visto che è molto semplice la calibrazione del piatto e ha un'interfaccia semplice con una risoluzione di 2k. Al momento mi fermo qui con le mie considerazioni in attesa di prendere il coraggio a 2 mani (e il portafoglio :D ) e comprare la stampante...


Ciao Tony. anch'io dopo averla vista utilizzare da alcuni modellisti che seguo su YouTube, mi si è conficcato un tarlo nella testa e alla fine l'ho presa... finora mi ha dato molte soddisfazioni... un giocattolo in più per il mio laboratorio :D : WohoW : , in fondo si vive una volta sola! : Thumbup :

Gibu ha scritto:Allora...
Mi accodo sperando di dare il mio contributo...


Grande Gibu! : WohoW : Un contributo ricchissimo! : Thumbup : mi hai chiarito le idee su un sacco di cose : Thanks : soprattutto per quanto riguarda l'orientamento del pezzo e la funzione dei supporti... Anch'io ho provato Chitubox ma quando l'ho scaricato io la photon mono non era ancora supportata...

Volevo farti una domanda riguardo al fatto di fare più stampe con la stessa resina senza pulire la vaschetta... quindi tu dici che una volta terminato la stampa, staccati i pezzi e pulito il piatto di stampa posso iniziare una nuova stampa con la stessa resina rimasta nella vaschetta senza filtrarla? In effetti se la stampa è riuscita bene non dovrebbero esserci residui nella resina...
E visto che sei sul pezzo ne approfitto :D facendoti un'altra domanda: secondo te ogni quanto è consigliabile rifare la calibratura del piatto?

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Re: Parliamo di stampanti 3D?

#7 Messaggioda Gibu » 19/04/2021, 22:21

mistral ha scritto:Grande Gibu! : WohoW : Un contributo ricchissimo! : Thumbup : mi hai chiarito le idee su un sacco di cose : Thanks : soprattutto per quanto riguarda l'orientamento del pezzo e la funzione dei supporti... Anch'io ho provato Chitubox ma quando l'ho scaricato io la photon mono non era ancora supportata...

Volevo farti una domanda riguardo al fatto di fare più stampe con la stessa resina senza pulire la vaschetta... quindi tu dici che una volta terminato la stampa, staccati i pezzi e pulito il piatto di stampa posso iniziare una nuova stampa con la stessa resina rimasta nella vaschetta senza filtrarla? In effetti se la stampa è riuscita bene non dovrebbero esserci residui nella resina...
E visto che sei sul pezzo ne approfitto :D facendoti un'altra domanda: secondo te ogni quanto è consigliabile rifare la calibratura del piatto?


Grazie Mistral, se posso aiutare o condividere esperienze, lo faccio sempre con piacere.

Allora, per ordine:
mistral ha scritto:Anch'io ho provato Chitubox ma quando l'ho scaricato io la photon mono non era ancora supportata...

Ora è supportata mi pare di averla vista nel report del nuovo aggiornamento.

mistral ha scritto:fare più stampe con la stessa resina senza pulire la vaschetta... quindi tu dici che una volta terminato la stampa, staccati i pezzi e pulito il piatto di stampa posso iniziare una nuova stampa con la stessa resina rimasta nella vaschetta senza filtrarla? In effetti se la stampa è riuscita bene non dovrebbero esserci residui nella resina...

Io se sono sicuro che le stampe sono venute bene riparto subito. Se ho un minimo dubbio, filtro tutto, pulisco e ricarico. Al netto di tutto si parla di 5 minuti circa.
Poi c'è da dire che se qualcosa è andato storto tipicamente i difetti sono evidenti.

mistral ha scritto:secondo te ogni quanto è consigliabile rifare la calibratura del piatto?

Guarda, tipicamente io di default la faccio ad ogni cambio del FEP. (A proposito: non so se è applicabile anche alla Mono ma cerca su youtube il metodo di calibrazione "flint read method" io mi ci trovo benissimo, è comodo e mi pare molto affidabile).
Ma mi è capitato un paio di volte che di punto in bianco le stampe cominciassero a fallire quasi tutte. Ho ricalibrato il piatto e ho risolto. Da qui mi ricollego ad una considerazione personale: trovo che la parte più "performante" è quella centrale del piatto. Nei margini probabilmente il FEP offre meno escursione di movimento e mobilità quindi sconsiglio di sfruttare in modo assiduo i bordi per stampe impegnative. Oltretutto è sempre meglio caricare il piano "centralmente" senza sbilanciarlo troppo. Le sollecitazioni che si generano in modo sbilanciato a lungo andare possono spostare il lievellamento e/o generare stampe "rovinate".

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Re: Parliamo di stampanti 3D?

#8 Messaggioda Zombi Vegetariano » 20/04/2021, 8:21

Io leggo tutto con estremo interesse, ma in definitiva ne capisco poco. Voglio solo dire un'impressione da nabbo. In merito a filamento e resina anch'io sono del parere che per i nostri lavori è preferibile la resina. Trovo che la stampante 3D possa integrare il livello di dettaglio dei nostri lavori relativamente ai dettagli, che in alcuni casi a mano non si riescono a fare ( nel mio ultimo lavoro ho provato a rispecchiare con l'intaglio del forex certi elementi visti in stampa 3D, ma sono molto lontano).
Per il filamento ho ricevuto dei modelli interi, e devo dire che si nota parecchio lo scalino tra un passaggio e l'altro. Non credo che il nostro interesse sia stampare elementi completamente in 3D, il nostro hobby sta nel crearli, e quindi il livello richiesto lo ritrovo solo sulla rasina.
Io penso sfrutterò i 4 amici che se la sono già presa al Bivacco, però mi interessa capire come funziona il processo. Grazie per il tread!
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Re: Parliamo di stampanti 3D?

#9 Messaggioda Rainhart » 20/04/2021, 15:34

Molto bene, vorrei contribuire, ma vedo che avete già detto il grosso delle info.
Ho avuto anch'io la Anycubic Photon S, modello prima della tua Mistral. A grandi linee mi son trovato bene, ma ero alle prime esperienze e la precisione mi lasciava molto dubbioso. La uso per lavoro e pretendevo che i pezzi fossero corretti al 99%. Qualità prezzo sono comunque macchine ottime.
Ora ho una Formlabs Form3 e non ho più avuto problemi.
Per quanto riguarda la Photon ti posso dare un consiglio: compra un mazzo di carte da poker plastificate e usale per controllare il fondo del fep a stampa ultimata. Se non senti nessuna ostruzione allora puoi andare avanti tranquillo con le stampe, senza dover vuotare e pulire la vaschetta. Questo permette di fare molto meno scarto. Pulire la vaschetta è sempre un lavoraccio e si butta un po' di materiale e se qualche residuo è rimasto incollato al fep, con la carta te ne accorgi subito.

Per quanto riguarda i software di modellazione, finchè di modellano forme semplici, Sketchup va benissimo. Se si vogliono dare forme complesse: superfici ondulate, particolari in rilievo, forme complesse; allora è meglio optare per programmi più versatili. Se si vuole investire del tempo per imparare ad usare un programma di modellazione grafica, Blender 3D per me è la scelta migliore ed è pure gratuito. Con Blender 3D puoi fare veramente qualunque cosa, ma non è immediato come Sketchup.
Fusion360 lo uso abitualmente per lavoro. fFa un tipo di modellazione detta parametrica, simile come base a quella che fa sketchup, ma con molte possibilità in più. Oltre a questo ha ambienti diversificati che lavorano sulle superfici. Non è un programma da sottovalutare.
Bisognerebbe avere la forza di avere sempre nuovo idee!!!
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Re: Parliamo di stampanti 3D?

#10 Messaggioda mistral » 20/04/2021, 20:17

Gibu ha scritto:Grazie Mistral, se posso aiutare o condividere esperienze, lo faccio sempre con piacere.


Grazie mille a te Gibu! Anche questi tuoi ultimi consigli, per un neofita come me, sono sempre molto preziosi... : Thumbup :

Zombi Vegetariano ha scritto:Trovo che la stampante 3D possa integrare il livello di dettaglio dei nostri lavori relativamente ai dettagli, che in alcuni casi a mano non si riescono a fare


Esatto! Questo è lo stesso ragionamento che ho fatto anch'io quando ho pensato di acquistare la stampante...

Rainhart ha scritto:...Per quanto riguarda la Photon ti posso dare un consiglio: compra un mazzo di carte da poker plastificate e usale per controllare il fondo del fep a stampa ultimata. Se non senti nessuna ostruzione allora puoi andare avanti tranquillo con le stampe, senza dover vuotare e pulire la vaschetta. Questo permette di fare molto meno scarto. Pulire la vaschetta è sempre un lavoraccio e si butta un po' di materiale e se qualche residuo è rimasto incollato al fep, con la carta te ne accorgi subito...


Grazie mille per la dritta! : Thumbup : Avere la possibilità di fare più stampe senza pulire la vaschetta è un bel vantaggio in termini di tempo e sbattimento, ma anche e soprattutto per il risparmio di resina e pure di alcool... l'isopropilico non costa poco pure lui...


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