SoSaAx ha scritto:Gibu ha scritto:Altra tip: pare che tenendo l'attak in frigo una volta aperta, si conservi un po' più a lungo...

Io lo metto dentro un vasetto ermetico con un po' di riso.
EDIT: anche se adesso se li trovo prendo sempre i tubetti mini micro piccolissimi extra small.
Ho spulciato un po' (poco a dire il vero) quà e la e pare che il tuo approccio sia corretto almeno secondo la teroia.
la colla cianoacrilica
[...] Deve il suo potere adesivo al fatto che per esposizione all'aria umida polimerizza formando lunghe catene. cit.wiki.
Ergo, la trovata con il riso è perfettamente sensata.
Già che siamo in tema cianoacrilica, tempo fa ho tentato di costruire un modellino della Yamato (EDIT: 1:350, della tamiya), una nave da guerra giapponese dall'enorme potere bellico costruita alla fine della seconda guerra mondiale e poi mandata al macello in una missione suicida in pieno stile giapponese... ma questa è un'altra storia.
Ad ogni modo durante la sua (parziale) costruzione ho appreso alcune piccolezze ma che forse possono venire utili magari nella costruzione di modelli simili a quello che descrivevo sopra o in cui sono richiesti livelli di dettaglio notevoli, non so, io le riporto poi fatene ciò che volete

:
1 - per rimuovere eventuali sbavature di cianoacrilica su parti non volute del modello basta passare rapidamente e a più passate una fiamma sulle sbavature asciutte. La fiamma fa evaporare la colla in pochissimo tempo.
2 - qualora si renda necessario incollare parti di plastica con altri materiali (a me successe con i kit di dettaglio della suddetta nave, fotoincisi - vedasi spoiler per i curiosi - mannaggia ci ho perso 4 diotrie con quegi affari) con la cianoacrilica e volendo evitare che l'alone lasciato dalla colla intacchi o danneggi parti di rilievo o particolarmente delicate/dettagliate del modello, basta versare una goccia di colla su una superficie molto liscia e poco porosa (io la mettevo su una piastrella o una lamierina di acciaio) la lasciavo agire giusto un secondo o 2 (in modo che la reazione di polimerizzazione cominciasse generando quei simpatici gas responsabili dell'alone bianco) e poi con uno spillo la trasferivo rapidamente alle parti da incollare.
Ripeto, sono davvero attenzioni e piccolezze che non metto in pratica di certo sugli scenici che costruisco ma ho pensato che potessero comunque essere d'aiuto in casi un po' particolari...

Spoiler:
Questa è la yamato, una nave spaventosiamente ben fatta. Gli stati uniti impiegarono una cosa come 400 aerei a più riprese per affondarla

.
Va beh, basta, non vi annoio più, mi sto facendo prendere la mano...

Quì invece il kit di dettaglio:


ve lo giuro, roba da erderci la vista e la ragione...

ci sono pezzi grossi come la punta di uno spillo...
